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Per superare l’ ”impasse” rilanciare la riforma della Costituzione

Per superare l’ ”impasse” rilanciare la riforma della Costituzione

L’ultima legge elettorale c.d. “ Rosatellum ”, che ha generato questo prevedibile “impasse”, non è altro che il frutto della reciproca diffidenza fra partiti nonché del timore di consegnare    -attraverso leggi elettorali con premi di maggioranza-    al partito (o alla coalizione) uscito vincente dalle urne il controllo dei due rami del Parlamento e, conseguentemente, il Governo indisturbato del Paese in assenza di un rassicurante sistema di contrappesi e garanzie. Si preferisce, dunque, l’ingovernabilità o al massimo “governi ammucchiata” fra forze politiche   disomogenee e agli antipodi che poi finiscono, irrimediabilmente, per non governare e non decidere. Proprio le vicende di questi ultimissimi giorni rafforzano la mia convinzione circa la necessità di dotare l’Italia di un sistema costituzionale moderno ed efficace cui    -a fronte di un Governo forte, stabile e in grado di governare per tutto il corso del mandato ricevuto-    corrisponda un sistema di Contrappesi altre
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Il moderno Bertoldo (sonetto in romanesco)

  Pe' prenne posizione sur tema der momenno,  che po' esse er covidd, l'imigrazione, oppure er referendum,  da "La Repubblica", a primo matino, Bertoldo se legge l'articolo de fonno.   Ner pomeriggio, poi, se fa un giro da Fertrinelli a compra' er libbro più inn der momento.   Pe pote' segui', der politically correct, l'umore se sfoja pure er sole 24 ore.   De capoccia sua a ragiona' manco a parlanne, dovesse lo sforzo rompe quarche vena.   Cor giornale sotto braccio er petto tronfio e cor libro più fico in mano,  pronto per baccaja' su l'argomento,  adascio adascio Bertoldo procede cojonato, fesso e contento.

Ma che Paese siamo?

Caivano (Napoli): Maria Paola (R.i.p.) e Ciro (rispettivamente, 18 e 22 anni) desideravano semplicemente essere felici. Un substrato culturale "malato" fatto di pregiudizi, esclusione sociale, gossip, violenze psicologiche e fisiche, addirittura provenienti da ambito familiare e sfociate in una immane tragedia, ha negato loro di realizzare serenamente la propria sfera affettiva. La libertà di vivere senza condizionamenti la propria affettività e sessualità è espressione del diritto alla realizzazione della propria personalità tutelato dall'art. 2 della Costituzione (anche in questo caso è la più bella del mondo). L'orientamento sessuale non e' altro che una delle molteplici estrinsecazioni del diritto inviolabile e incomprimibile alla realizzazione e allo svolgimento della personalità di ogni individuo.  

Non solo Enzo Tortora ...

  Qualche giorno fa un post dell'avvocato Gian Domenico Caiazza, Presidente dell'Unione delle Camere Penali, riguardo la vicenda del collega calabrese Pittelli in regime di custodia cautelare da otto mesi, mi ha riportato alla mente Gigi Sabani. Sono cresciuto, come tanti della mia generazione, con le imitazioni del "Gigi nazionale" e circa una quindicina di anni fa ebbi modo di conoscerlo per via di amicizie in comune. Prima di quel momento, ne avevo una immagine del solito uomo di spettacolo altezzoso e sulle sue. Nella realta', invece, con non poca meraviglia, scoprii man mano che era l'esatto opposto: perbene, gradevole, semplice, addirittura umile, affettuosissimo e premuroso con la sorella, i familiari e gli amici stretti, e, superato l'iniziale e naturale distacco, amichevole e confidenziale con i conoscenti. Ovviamente, divertentissimo nell'accennare scherzosamente qualche sua storica imitazione, ricordo su tutte Al

Considerazioni sulla riduzione del numero dei Parlamentari sottoposta al prossimo referendum costituzionale e sulla necessità di superamento del bicameralismo paritario

  Dico subito a chi pensa che questo sia uno spot elettorale in vista del prossimo referendum che può risparmiarsi di leggere il seguito, mentre, per chi è interessato ad un qualche spunto di riflessione, deve dedicare un buon quarto d’ora del proprio tempo alla lettura di questo post non proprio breve. Ho avuto modo di leggere in queste settimane diverse argomentazioni, favorevoli e contrarie, al taglio del numero dei Parlamentari sottoposto al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre prossimo. Si tratta di considerazioni quasi sempre pertinenti, alcune condivisibili altre meno. Personalmente parto dal presupposto che da troppi anni subiamo Governi che, fatti salvi i buoni propositi elettorali, di fatto, non scelgono, non decidono, praticano lo “ scaricabarile ” per i loro fallimenti e, alla fine, comodamente, polverizzano e disperdono le loro responsabilità all’interno di coalizioni “ ammucchiata ” disomogenee, approntate per dare, necessariamente e comunque, un qualche Go

Giornalisti e potere

  Un giornalista, a meno che non lavori per un organo di partito, non dovrebbe frequentare e assumere atteggiamenti conviviali con esponenti politici e/o uomini di potere. Non e' una regola scritta imperativa, ma attiene alla serieta', decenza e dignita' in un Paese sempre piu' sguaiato e volgare.

Può la carriera di un politico dipendere da un avviso di garanzia?

Accade sistematicamente, quando vengono aperte delle indagini coinvolgenti, direttamente o indirettamente, esponenti politici di rilievo, che   -dimenticando che gli avvisi di garanzia sono appunto avvisi di garanzia a beneficio dell’indagato, che le indagini non equivalgono a condanna, che gli indizi non sono prove, che le accuse sono solo ipotesi da verificare, che c’è una Costituzione che dovrebbe essere “la più bella del mondo” anche e soprattutto in questi casi-   si scatena la barbarie da parte di un giornalismo che non è giornalismo, ma appunto barbarie, e da parte delle opposte fazioni composte di garantisti e/o giustizialisti a "targhe alterne" i quali invocano le dimissioni del malcapitato indagato (nemmeno ancora imputato) in assenza di qualsiasi giudicato penale (accade pure, e non di rado, come nel caso dell’ex Sindaco di Roma Ignazio Marino, che dopo qualche anno la magistratura appuri la totale estraneità ai fatti addebitati dell'ex indagato la cui carrier

L'ex ministro a processo accusato di sequestro di migranti sulla nave Open Arms

Ieri al Senato c’era in ballo non solo la vicenda processuale di un "nemico" politico ex responsabile degli Interni ingombrante (che pure, ai sensi dell'art. 95 della Costituzione, avrebbe dovuto agire collegialmente all'interno dell'esecutivo di cui era ministro), ma soprattutto la sicurezza nazionale e l’autonomia dell’azione politica e di governo. Sicurezza nazionale da intendersi non solo come sicurezza dei confini e tutela delle acque territoriali, bensì anche tenuta dello stesso sistema sociale di accoglienza sia dal punto di vista organizzativo che della sua sostenibilità finanziaria per le casse di un Paese a rischio default. Il livore, la faziosità, l'odio politico (emerso, di recente, in modo raccapricciante anche dalla chat "what's app" di magistrati dimentichi della loro terzieta' e indipendenza) verso l'avversario hanno fatto dimenticare l’interesse nazionale facendo passare un messaggio di implicito avallo ad una linea "