Sono sempre stato del parere che tutte le reti nazionali (autostrade, ferrovie, telecomunicazioni, idriche, elettriche, fibra ottica, internet ecc.), di interesse pubblico e strategiche per il sistema Paese nel suo complesso, debbano essere di proprieta' di un unico Ente Pubblico Statale, creato ad hoc, il quale sia deputato istituzionalmente alla loro manutenzione (una follia affidarla ai privati) e al loro costante ammodernamento, e che dia in concessione ai privati (dietro pagamento di un canone adeguato) solamente la gestione di quei servizi dove questi ultimi, in concorrenza fra di loro, sanno fare meglio dello Stato.
Governare una città complicata come Roma costituisce, lo penso da molto tempo, l’incarico amministrativo più gravoso, impegnativo e difficile d’Europa. Una congerie di problemi, inefficienze, diseconomie, interessi corporativi e sindacali, non sempre limpidi, stratificati da decenni, paralizzano di fatto la città causando un lento e inarrestabile declino che si ripercuote su ogni aspetto socio-economico comportando un costante peggioramento della qualità della vita. La Capitale d’Italia, sembrerà paradossale, è vittima di una burocrazia asfissiante e, in genere, di una politica che con dinamiche e pratiche “ malsane ", ben note, inconciliabili con le moderne esigenze della produzione, giocoforza, spaventa, allontana, menoma o, ben che vada, condiziona il ceto produttivo sano capitolino (e non solo quello capitolino) a scapito di organizzazione, progresso, legalità, ricchezza e innovazione. Da tempo immemore nella città manca un grande piano di decoro e controllo urbano: Roma pur n...

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