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TRUMP PRESENTA IL SUO PIANO DI PACE PER IL MEDIO ORIENTE

Credo che se Donald TRUMP scoprisse oggi stesso il rimedio per il coronavirus cinese e ne facesse dono al mondo ci sarebbe comunque sempre da obiettare. Non è stata nemmeno formalizzata in tutti i suoi particolari che la proposta di pace del Presidente americano per il Medio Oriente è stata già sostanzialmente bocciata dalla stampa: "L'accordo di Pace di Trump potrebbe essere il via libera per il piano di annessione di Israele" scrive Haaretz; “La sua proposta potrebbe non portare alla pace…” chiosa l'Economist. Ma un minimo di buona volonta' e ambizione al piano di Trump andrebbe riconosciuta: in sintesi, per ciò che si sa, nell’arco temporale di quattro anni di negoziati in cui Israele dovrebbe congelare i nuovi insediamenti, è prevista la creazione di uno Stato Palestinese indipendente accanto a quello di Israele che avrebbe in Gerusalemme Est la propria capitale. Il territorio dello Stato palestinese sarebbe sostanzialmente raddoppiato e le varie parti (com...

HAMMAMET di Gianni Amelio - 10 gennaio 2020

HAMMAMET è semplicemente un film sul dolore. Un film che racconta molto bene il dolore di un ex leader un tempo osannato e “onnipotente” e in seguito malato ed umiliato, di una figlia amorevole che somatizza il dolore del proprio padre, del dolore fisico e psichico del figlio di uno dei tanti amministratori allora coinvolti. Un dolore che oltrepassa lo schermo unitamente alle mortificazioni (vedi l’episodio dei turisti italiani al porto) e all’ipocrisia di un popolo sempre abile a saltare sul carro del vincitore (e ciò sia di riflessione ai "potenti" di oggi) da lasciare alla fine lo spettatore angosciato (ho visto la proiezione ieri su invito della federazione metropolitana del PSI di Roma che saluto e ringrazio). Dolore che merita rispetto da parte di tutti, anche dei denigratori incalliti, sempre di meno, che potevano almeno ieri, in occasione dell’uscita del film rievocativo, risparmiarsi articoli dal dubbio gusto volti a rimarcare le disavventure giudiziare (nessuno i...

RIFORMA DELLA PRESCRIZIONE - 15 dicembre 2019

Se c'è un modo pessimo per ovviare alle inefficienze e lentezze del processo penale e' quello di, anziché investire e puntare nell'organizzazione degli Uffici, andare a comprimere principi ed istituti di civilta' giuridica. Riguardo la prescrizione penale il dibattito in corso deve necessariamente essere ricondotto nel giusto alveo perche' a sentire certe dichiarazioni essa appare come una sorta di mannaia stronca processi pilotata  da avvocati scaltri e prezzolati. Non e' così. La prescrizione rimane solo una remota possibilita' (a maggior ragione dopo recenti novelle che per alcuni reati hanno aumentato le pene edittali, cui e' legato il calcolo temporale, nonche' introdotto pause di sospensione della stessa) che opera in quei casi in cui, per il lungo trascorrere del tempo, sia venuto evidentemente meno l'interesse pubblico a perseguire il reato in quanto ad esempio la possibilita' di reperire le prove per sostenere l'accusa sia res...

TEST MEDICINA - 27 novembre 2019

pare che finalmente si dira' ADDIO AI TEST DI MEDICINA (fonte Il Mattino del 24 novembre 2019). Ho conosciuto diversi studenti animati da grande passione per lo studio della medicina che hanno perso alcuni anni della loro vita dietro questo meccanismo perverso dei test di ingresso, e solo grazie alla loro tenacia e  passione si sono, alla fine, laureati con il massimo dei voti. Chi restituira' loro quel tempo perso ingiustamente? Una classe politica che piange per l'aumento del consumo giovanile di droghe, ma avalla inutili e assurdi ostacoli al percorso realizzativo  di ognuno di loro (concorsi inutili, esami su esami,  percorsi formativi sine die utili solo al business della formazione) dimostra solo ipocrisia. Il percorso universitario deve essere serio e rigoroso (rigorosita' uniforme in tutti gli atenei) ed e' unicamente in quella sede che va operata una giusta selezione fra gli aspiranti medici. E, infine, se su 70 mila aspiranti medici 50 mila dimostrano d...

Condizione carceraria, pericolosità sociale e sistema sanzionatorio

Nel corso degli anni ho maturato la profonda convinzione che il livello di civiltà di un Paese si rispecchia nei suoi carceri. Era il 10 dicembre del 1985 quando Enzo Tortora all'atto di dimettersi da parlamentare europeo, rinunciando all'immunità parlamentare, scegliendo, così, la via del carcere denunciò il degrado dei nostri penitenziari esclamando "...e quali carceri, in Italia, sapeste colleghi...". Da allora è cambiato poco o nulla; abbiamo istituti di pena sovraffollati e disumani in cui andrebbe finalmente data concreta attuazione al dettato di cui al terzo comma dell'art. 27 della Costituzione. Se, infatti, la pena non può consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e se, soprattutto, deve perseguire fini rieducativi non si può prescindere dal fatto che lo Stato che ha inflitto quella giusta pena deve mostrare al condannato proprio nel momento in cui sta scontando la condanna, da una parte, il suo volto migliore, più probo e uma...

Giovani generazioni il vostro nemico si chiama debito pubblico!

Un "debito pubblico" al 120 % circa del Pil ( più del doppio rispetto alla media dei Paesi dell' Unione Europea ) pari a qualcosa come 1.821,982 miliardi di Euro è il nemico più temibile per le nuove generazioni.Si tratta di un' idrovora che, solo per spese per interessi, prosciuga risorse preziosissime sottraendole, alla scuola, alla ricerca scientifica, agli investimenti, alla creazione di un efficiente welfare state a supporto di un mercato del lavoro sempre più ineluttabilmente flessibile.Ma quanti passi mancano al burrone?Fino a che punto può crescere il nostro debito senza rischiare il default?I governi di qualsiasi colore per senso di responsabilità verso le nuove generazioni debbono imboccare senza tentennamenti la strada del risanamento (risanamento vuol dire iniziare a ridurre il debito pubblico non soltanto il deficit).Si può pensare a qualche soluzione ragionevole pur nella consapevolezza che si tratti di un problema di enorme complessità?...

Ordini, albi e license alias il Paese degli orticelli!

Architetti, notai, psicologi, geologi, giornalisti, avvocati, farmacisti, periti industriali etc… : Gli ordini e gli albi sono arrivati già a circa 72 e c’è chi (trasversalmente da sinistra a destra) vorrebbe istituirne per legge altri (cuochi, sessuologi, ex parlamentari, imam etc…). I fautori sostengono che solo gli ordini sono in grado di garantire un’adeguata formazione ed un’elevata professionalità agli iscritti oltre a una opportuna selezione fra gli aspiranti. Se in Italia imparassimo, per onestà intellettuale, a chiamare le cose col loro vero nome diremmo che la vera ragione di tali fermenti corporativi è che ognuno vuole tirare la coperta, ormai troppo corta, dalla propria parte. Da qui le tentazioni di restringere l’accesso alle attività professionali infischiandosene delle aspettative e dei sacrifici di centinaia di migliaia di giovani aspiranti e delle loro famiglie. Scrive l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella relazione pubblicata i...